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Lectio divina Santa Famiglia

LETTURA - COMMENTO - VITA
Unità Pastorale Madonna della Salute
Goito 27 dicembre 2020 – Domenica fra l'ottava di Natale- Santa Famiglia

I miei occhi han visto la tua salvezza

Genesi 15,1-6;21,1-3 • Salmo 104 • Ebrei 11,8.11-12.17-19 • Luca 2,22-40

Lettura
Contesto. Il brano odierno si colloca nel secondo capitolo del vangelo di Luca. Dopo la "manifestazione" avvenuta a Betlemme (nascita di Gesù: Lc 2,1-20) l'evangelista inserisce un breve racconto dove si narra la circoncisione del bambino e l'imposizione del nome (Lc 2,21). Così si passa alla "manifestazione" di Gesù a Gerusalemme, in occasione della presentazione al tempio. È il passo che ora analizziamo.

Luca 2,22-40
22Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore - 23 come è scritto nella legge del Signore: Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore - 24 e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore.
25 Ora a Gerusalemme c'era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d'Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. 26 Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. 27 Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, 28 anch'egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo:
29 "Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo
vada in pace, secondo la tua parola,
30 perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,
31 preparata da te davanti a tutti i popoli:
32 luce per rivelarti alle genti
e gloria del tuo popolo, Israele".
33 Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. 34 Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: "Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione 35 - e anche a te una spada trafiggerà l'anima -, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori".
36 C'era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuele, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, 37 era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. 38 Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.
39 Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. 40 Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.

Commento
La narrazione è composta da due episodi tra loro collegati (l'incontro con Simeone e la venuta di Anna: vv.25-38) incorniciati da un elemento introduttivo, che presenta il fatto (vv.22-24), e da una notizia conclusiva, che annota il compimento delle prescrizioni contenute nella legge del Signore ed annuncia il ritorno della famiglia a Nazaret in Galilea (v.39). La liturgia collega al brano della presentazione di Gesù al tempio anche il sommario sulla crescita di Gesù (v.40). La vicenda si apre presentando Maria e Giuseppe che portano il bambino a Gerusalemme "per offrirlo al Signore". Era questo il rito di purificazione della madre, da tenersi quaranta giorni dopo la nascita del figlio maschio, e del riscatto del primogenito, che prevedeva per i poveri una offerta in sacrificio di "una coppia di tortore o di giovani colombi, come prescrive la legge del Signore". È da sottolineare il legame che subito si evidenzia tra Gesù e Dio, al quale egli è consacrato fin dalla nascita, e tra Gesù ed il tempio di Gerusalemme, luogo della dimora di Dio. L'incontro con Simeone, "uomo giusto e timorato di Dio", è guidato dallo Spirito Santo che lo porta ad accogliere tra le braccia il bambino Gesù. A questo punto sorge spontanea sulle labbra di Simeone una preghiera molto importante di benedizione a Dio. In essa infatti non solo troviamo indicata la missione di Gesù ("la tua salvezza preparata da te davanti a tutti i popoli", egli è la salvezza fattasi concreta in mezzo agli uomini), ma anche i destinatari: "luce per illuminare gli stranieri pagani e gloria del tuo popolo Israele". Parlando poi alla madre, Simeone annuncia la passione del Signore; egli "è segno di contraddizione" in Israele. Questa sofferenza coinvolgerà anche la madre e la Chiesa, che è chiamata a continuare nel tempo le sofferenze di Cristo. La profetessa Anna, che vive nel tempio, "servendo Dio notte e giorno", diventa segno di tutti gli ultimi che Dio chiama a comunione con sé, per mezzo di Gesù.

La famiglia di Nazaret è fedele alla legge del Signore ed attua tutto quanto in essa è prescritto. Con la venuta di Gesù, il Figlio di Dio, tutti sono chiamati ad essere fedeli a lui ed ai suoi insegnamenti. Simeone ed Anna sono il segno concreto di come si attende il Signore e di come lo si accoglie. Nel cammino cristiano non bisogna però dimenticare l'esperienza della croce, che ne fa parte in modo costitutivo.

Collegamento fra le letture
Il punto d'incontro delle letture della liturgia della Parola di questa domenica fra l'ottava di Natale, festa della Santa Famiglia, è dato dal tema della fedeltà di Dio. Questa fonda, sostiene e permette la fedeltà dei credenti. Abramo, sia nel testo di Genesi come nella Lettera agli Ebrei è presentato come prototipo o padre dei credenti. Le due letture si illuminano a vicenda e vanno lette insieme. Il brano del vangelo, che racconta la presentazione di Gesù al tempio, si collega con le altre letture attraverso la fede dei saggi Simeone e Anna. Costoro che accolgono tra le braccia Gesù, il Messia del Signore, continuano l'opera iniziata dal patriarca Abramo.

La vita
(per continuare il lavoro nella riflessione personale)
Cerchiamo ora di interagire col testo del vangelo e chiediamoci :
- Quale parte del vangelo letto (in tutta la sua ampiezza) e commentato mi ha colpito di più e perché?
- Che cosa devo cambiare nella mia vita personale per essere in sintonia con quanto il vangelo ci comunica? Individuare almeno un punto su cui lavorare.
- Nella mia vita sociale (famiglia, lavoro, relazioni, parrocchia) c'è un contributo che io posso dare, per diffondere il vangelo o per realizzarlo, che mi è stato ispirato dal vangelo letto e meditato?
(scegliere un impegno da vivere nella settimana)
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