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Lectio divina sul libro dell'Apocalisse- 9

APOCALISSE
Nona Lettura

Lettura
Col quarto capitolo si apre la parte centrale e più importante del libro. In essa si celebra la liturgia dell'Agnello che è Cristo morto e risorto. L'autore per parlare delle realtà descritte tiene presente dei modelli biblici ed in particolare i racconti di vocazione di Isaia (c. 6) ed Ezechiele (c. 1).

Ap 4, 1-11
1Poi vidi: ecco, una porta era aperta nel cielo. La voce, che prima avevo udito parlarmi come una tromba, diceva: "Sali quassù, ti mostrerò le cose che devono accadere in seguito". 2Subito fui preso dallo Spirito. Ed ecco, c'era un trono nel cielo, e sul trono Uno stava seduto. 3Colui che stava seduto era simile nell'aspetto a diaspro e cornalina. Un arcobaleno simile nell'aspetto a smeraldo avvolgeva il trono. 4Attorno al trono c'erano ventiquattro seggi e sui seggi stavano seduti ventiquattro anziani avvolti in candide vesti con corone d'oro sul capo. 5Dal trono uscivano lampi, voci e tuoni; ardevano davanti al trono sette fiaccole accese, che sono i sette spiriti di Dio. 6Davanti al trono vi era come un mare trasparente simile a cristallo. In mezzo al trono e attorno al trono vi erano quattro esseri viventi, pieni d'occhi davanti e dietro. 7Il primo vivente era simile a un leone; il secondo vivente era simile a un vitello; il terzo vivente aveva l'aspetto come di uomo; il quarto vivente era simile a un'aquila che vola. 8I quattro esseri viventi hanno ciascuno sei ali, intorno e dentro sono costellati di occhi; giorno e notte non cessano di ripetere: "Santo, santo, santo il Signore Dio, l'Onnipotente, Colui che era, che è e che viene!". 9E ogni volta che questi esseri viventi rendono gloria, onore e grazie a Colui che è seduto sul trono e che vive nei secoli dei secoli, 10i ventiquattro anziani si prostrano davanti a Colui che siede sul trono e adorano Colui che vive nei secoli dei secoli e gettano le loro corone davanti al trono, dicendo: 11"Tu sei degno, o Signore e Dio nostro, di ricevere la gloria, l'onore e la potenza, perché tu hai creato tutte le cose, per la tua volontà esistevano e furono create".

Commento
Il testo inizia con l'apertura dell'aula regale celeste: i battenti spalancati sono il segno della diretta e libera comunicazione tra Dio e l'umanità, tra cielo e terra . L'esperienza che si è invitati a vivere è espressa con due verbi: vedere e ascoltare. Il contenuto della visione e dell'ascolto riguarda la rivelazione del progetto divino nei confronti della storia. Le vicende umane, così tormentate e sconvolte, sono in realtà nelle mani di Dio, arbitro ultimo degli eventi. (v.1). nella descrizione dell'evento c'è un riferimento alla manifestazione di Dio al Sinai: lampi, tuoni, voci (v5), dalla tromba possente (v.1), dal mare cristallino (v.6). esso richiama il Mar Rosso, lasciato dagli ebrei quando arrivarono al Sinai. Al centro di tutto domina il trono divino. Mentre Ezechiele parlava di carro mobile. Colui che è assiso sul trono è una figura misteriosa, velata e invisibile. Le percezioni dell'occhio umano intuiscono solo i bagliori che rimandano alle pietre preziose e al loro sfavillare. Le pietre preziose indicate sono sempre state ritenute le più preziose e le più raggianti. La contemplazione del mistero di Dio è come penetrare in un gorgo di luce: "Dio abita una luce inaccessibile" (1Tm 6,16). Fissiamo anche noi lo sguardo sul trono e sul suo apparato. Giovanni pone al centro di tutto questo seggio regale. Attorno al trono si ha in alto l'arcobaleno che richiama l'aureola, ma anche l'arcobaleno tracciato da Dio davanti a Noè (cfr. Gen 9,12-17). Questo arco è simbolo della misericordia e della comunicazione di Dio con l'umanità. In basso, attorno al trono, vi sono 24 troni più bassi con 24 personaggi simili ai consiglieri che circondavano l'imperatore romano, costituendo il consiglio della corona (v.4). dal trono escono bagliori, lampi e tuoni come in una teofania, cioè in una solenne apparizione-rivelazione della divinità. Davanti al trono si levano in altro le sette lampade o fiaccole che rappresentano "i sette spiriti di Dio", cioè lo Spirito divino in tutta la sua pienezza di luce e d'amore simboleggiati dal fuoco. In basso c'è il mare cristallino, segno del caos primordiale dominato da Dio (v.6). In mezzo al trono e attorno ad esso ci sono 4 esseri viventi, che sono gli altri personaggi di rilievo della corte celeste e che sembrano evocare i cherubini della vocazione di Ezechiele o i serafini di quella di Isaia, esseri angelici con tratti zoomorfi. In un trionfo di luce e di colori, che rimandano alla gloria pasquale, , le due serie di personaggi (i 24 e i 4) intonano un canto, un inno liturgico, con doppio coro, indirizzato al Signore del Cosmo e della storia (vv.8-11). Esso si apre con Santus, il trisagio, il tre volte santo elevato a Colui che è assiso sul trono (sicuramento preso da Isaia 6,3). L'attenzione si fissa sui personaggi. I 24 anziani, i presbiteri, che nel NT indicano coloro che sono a capo delle comunità. Essi rappresentano il popolo di Dio convocato a partecipare all'assemblea celeste. Perché sono 24? Le dodici tribù d'Israele e i 12 apostoli? Antico e Nuovo Testamento? Le 24 classi sacerdotali in servizio presso il tempio di Gerusalemme (cfr. 1Cronache 24,7). Sicuramente rappresentano il popolo di Dio antico e nuovo. E i 4 viventi chi sono? Nella Bibbia il 4 rimanda alla totalità cioè ai quattro punti cardinali. Essi con gli occhi numerosissimi raffigurano l'onnipotenza e l'onnipresenza di Dio che su tutto vigila e nulla gli può rimanere nascosto. Il loro aspetto forse si riferisce ai segni dello zodiaco e denotano il cosmo? A partire da Ireneo di Lione morto nel 202 essi rappresentano gli evangelisti. Essi sono la presenza di Dio che col suo Spirito opera in tutto.

- Ogni celebrazione che viviamo ci porta al cospetto di Dio il Santo. Viviamo così le nostre celebrazioni?
- Le nostre celebrazioni non sono un atto di pietà personale, ma sono l'unione della storia e del creato davanti a Dio per mezzo di Gesù Cristo. Ne siamo consapevoli? Cosa dobbiamo cambiare nella nostra spiritualità?
- Ogni celebrazione è rinnovare la creazione e la vita della comunità. Viviamo così le nostre liturgie?

La vita
Cerchiamo ora di interagire col testo biblico e chiediamoci:
- Quale parte del vangelo letto e commentato mi ha colpito di più e perché?
- Che cosa devo cambiare nella mia vita personale per essere in sintonia con l'insegnamento di Gesù?
- Nella mia vita sociale (famiglia, lavoro, relazioni, parrocchia) c'è qualcosa di urgente a cui io posso contribuire per un miglioramento evangelico della realtà?


[1] Cfr. A. LANCELLOTTI, Apocalisse, Edizione Paoline, Roma 1970; G. RAVASI, Apocalisse, Edizioni Piemme spa, Casale Monferrato 1999. U. VANNI, Apocalisse di Giovanni, Cittadella editrice, Assisi 2018.
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